Diabete e problemi agli occhi: un legame da conoscere
L’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala un aumento del diabete a livello globale, e anche in Italia i dati sono considerevoli. Sfortunatamente, con la crescita del diabete, aumentano anche altre patologie correlate, come la degenerazione maculare diabetica e la retinopatia diabetica. Attualmente, nel mondo ci sono 443 milioni di individui con diabete, e si prevede che nel 2025 questo numero raggiungerà i 700 milioni. Questa malattia, se non identificata e trattata tempestivamente, può condurre alla cecità , ben 900 mila persone nel mondo hanno perso la vista nel mondo a causa della retinopatia diabetica. Per questo motivo, informare e fare prevenzione è cruciale.
La maculopatia è una malattia molto comune che peggiora la qualità visiva. In Italia colpisce il 2% della popolazione e la sua incidenza aumenta con l’avanzare dell’età. È una patologia rilevante a livello sociale e rappresenta la principale causa di gravi problemi alla vista e invalidità visiva dopo i 50 anni nel mondo occidentale. Esistono due tipi principali di maculopatia: quella secca (la più frequente, circa il 90% dei casi) e quella umida o essudativa. Spesso la maculopatia viene diagnosticata in ritardo perché le persone oltre i 50 anni non si sottopongono a controlli oculistici periodici e non notano subito i primi sintomi, che consistono principalmente in una visione leggermente distorta delle immagini . Se l’altro occhio vede bene, può succedere di non accorgersi immediatamente del problema, che quindi peggiora fino alla comparsa di una macchia scura al centro del campo visivo che potrebbe diventare permanente.
La maculopatia secca è provocata dalla formazione di piccoli accumuli giallastri sotto la macula (una zona fondamentale della retina). Ciò causa un assottigliamento del tessuto retinico e la diminuzione della visione centrale avviene solitamente in modo progressivo e lento. Attualmente, per le forme più avanzate di maculopatia secca non ci sono medicinali disponibili, ma la ricerca sta studiando terapie per rallentare il danno alle cellule fotosensibili. L’obiettivo è trovare trattamenti più efficaci per ritardare la perdita della vista, intervenendo anche su altri fattori coinvolti, e semplificare le cure, evitando numerose iniezioni nell’occhio.
La maculopatia “umida” è causata dalla crescita anomala di nuovi vasi sanguigni sotto la macula, la parte centrale della retina responsabile della visione nitida. In questa forma, la vista può deteriorarsi rapidamente. Da alcuni anni, per curare la forma umida si utilizzano farmaci molto potenti che bloccano un fattore di crescita che promuove la formazione di questi nuovi vasi nella macula. Queste sono le terapie anti-VEGF, che vengono somministrate tramite iniezioni direttamente nell’occhio, generalmente una volta al mese, richiedendo tempo e impegno da parte del paziente. Presto sarà disponibile anche in Italia un anticorpo monoclonale anti VEGF già in uso, inserito in un piccolo serbatoio ricaricabile impiantato nell’occhio, che rilascerà piccole quantità di farmaco quotidianamente.
La terapia genica è un trattamento molto all’avanguardia e rappresenta una grande opportunità per alcune malattie rare della retina, e sta acquisendo sempre maggiore importanza. È già stata approvata la terapia genica per una forma di distrofia retinica ereditaria chiamata Amaurosi congenita di Leber (LCA). Sono in corso studi clinici con la terapia genica per altre malattie come diverse tipologie di retinite pigmentosa, la sindrome di Usher e la malattia di Stardgardt. In queste patologie, i ricercatori hanno identificato un gene “difettoso” che impedisce a specifiche cellule della retina di funzionare correttamente, causando problemi di vista che peggiorano con il tempo. Con la terapia genica, questi geni “difettosi” vengono sostituiti con copie sane, correggendo così l’errore che ha causato la malattia, potenzialmente per tutta la vita. Grazie ai progressi della scienza e della tecnologia, la terapia genica potrà essere impiegata presto anche per altre gravi malattie degli occhi, non solo per quelle ereditarie. Si sta studiando anche una terapia genica per la maculopatia senile umida, la retinopatia diabetica e altre malattie croniche della retina. In questi casi, non si tratta di sostituire un gene malato, ma di modificare il DNA delle cellule retiniche per farle produrre autonomamente le sostanze anti-VEGF, gli stessi farmaci che finora vengono iniettati nell’occhio ogni mese.
L’intelligenza artificiale potrebbe offrire un nuovo ausilio per diagnosticare le malattie della retina. Uno studio clinico italiano ha dimostrato l’efficacia di un algoritmo specifico, per controllare la retinopatia diabetica, una complicanza che colpisce il 30% delle persone con diabete. Lo studio, pubblicato sulla rivista Diabetes & Obesity International Journal, ha evidenziato che questo algoritmo è molto efficace nell’individuare i casi lievi e moderati di retinopatia.
Dott.ssa Chiara Ferretti
Casa di Cura Barbantini- Lucca